MEDICO CHIRURGO
SPECIALISTA IN ORTOPEDIA & TRAUMATOLOGIA
menu
Numeri di telefono E-mail
  • Studio Medico Dott. Sala | 0399210636
  • Fisiolab Brianza | 0362996003
  • Fisioclinic | 0362 245698
  • Poliambulatorio Orsolini | 039 599668
Numeri di telefono

039 9210636

Studio Dott. Sala

0362 996003

Fisiolab Brianza

0362 245698

Fisioclinic

039 599668

Poliamb Orsolini

Spalla - Sindrome da conflitto sub-acromiale



La sindrome da conflitto è una patologia che colpisce la spalla molto frequente. La sintomatologia è dovuta all'attrito della cuffia dei rotatori e della borsa sotto-acromiale contro il tetto coraco-acromiale. I sintomi tipici sono dolore, perdita di movimento e debolezza. Diverse sono le cause che la provocano questa patologia: artrosi dell'articolazione acromio-claveare, calcificazione del legamento coraco-acromiale, anomalie strutturali dell'acromion e disequilibrio muscolare. Nella maggior parte dei casi il trattamento conservativo è sufficiente per risolvere il problema, esso consiste in trattamento con farmaci antinfiammatori, impacchi di ghiaccio, riposo e soprattutto trattamento fisioterapico che si basa sulla terapia manuale ed il recupero del controllo e della forza muscolare. Solo in alcuni casi, i pazienti refrattari al trattamento conservativo necessitano di un trattamento infiltrativo con composti cortisonici e, ancor meno, a interventi chirurgici. Il fisioterapista attraverso l'esame clinico è in grado di riconoscere l'alterata biomeccanica e quindi impostare l'adeguato trattamento riabilitativo.

EZIOLOGIA DELLA DISFUNZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI
Lo spazio fra l'acromion e la testa omerale è definito spazio sub-acromiale ed è riempito dalla cuffia dei rotatori e dalla borso sotto-acromio-deltoidea. Nel caso questo spazio, per qualsiasi motivo, venga ridotto creerà il cosi detto conflitto sub-acromiale. Le cause che possono ridurre lo spazio di questa zona sono diverse:
Conflitto primario
Becchi osteofitici da artrosi acromio-claveare
Ispessimento o calcificazione del legamento coraco-acromiale
Conflitto secondario
Perdita della cuffia dei rotatori per migrazione superior della testa omerale
Conflitto secondario da spalla instabile
Retrazioni capsulari
Ispessimento della borsa sotto-acronmio-deltoidea


ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO
Il paziente afferisce al nostro consulto soprattutto per il dolore alla spalla e per la perdita di mobilità. Il dolore può essere aumentato per attività motorie che richiedono l'elevazione del braccio al di sopra del capo. In fase infiammatoria è presente il dolore a riposo o notturno, quest'ultimo impedisce al paziente di dormire sul fianco della spalla colpita. L'esordio della sintomatologia può essere improvviso in seguito ad un trauma, anche di bassa intensità, oppure insidioso senza causa apparente. All'esame obiettivo è presente una caratteristica limitazione del movimento in elevazione, adduzione trans-toracica ed intrarotazione. I test per il conflitto (segno di Neer, test di Hawkins/Kennedy, test di Jobe, test di Yocum) sono positivi. Presente inoltre un deficit della forza muscolare in extrarotazione ed abduzione.

DIAGNOSTICA RADIOLOGICA
L'esame radiologico serve per escludere eventuali alterazioni ossee o la presenza di depositi calcifici. Sono particolarmente utili per individuare la tendinosi calcifica e per riconoscere eventuali fattori predisponenti. L'esame ecografico può essere utile per valutare l'integrità della cuffia dei rotatori. Infine possiamo avvalerci della risonanza magnetica nucleare per una più approfondita valutazione dello stato della cuffia soprattutto in previsione di un intervento chirurgico.

TRATTAMENTO
La fisioterapia, attraverso la terapia manuale per il recupero dell'escursione articolare, e gli esercizi terapeutici, per il recupero del controllo e della forza muscolare, è il trattamento conservativo di elezione. Alcune modificazioni in ambito lavorativo o sportivo fino alla sospensione completa dell'attività possono essere temporaneamente necessarie. Al bisogno si può beneficiare di una terapia antinfiammatoria non steroidea e di impacchi di ghiaccio. In alcuni casi refrattari a questo approccio terapeutico possono risultare utili le infiltrazioni di anestetico associato ad un farmaco steroideo. Se il trattamento conservativo non ha dato risultati apprezzabili in 3/6 mesi di trattamento, allora diviene necessario l'intervento chirurgico.