MEDICO CHIRURGO
SPECIALISTA IN ORTOPEDIA & TRAUMATOLOGIA
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Spalla - Lesione della cuffia dei rotatori



La cuffia dei rotatori è formata da 4 4 tendini e relativi muscoli che connettono omero e scapola e si muovono al di sotto del tetto acromiale. Il primo sintomo di una patologia a carico della cuffia dei rotatori è dato dal dolore alla spalla irradiato al braccio che aumenta con lo sforzo. Infatti, già dopo i 40 anni può iniziare un processo degenerativo dei tendini della cuffia caratterizzato da perdita di elasticità e comparsa di microcalcificazioni. In questa pima fase la terapia è conservativa (medica e riabilitativa), non chirurgica. Se il processo degenerativo tendineo si cronicizza, la cuffia dei rotatori può iniziare ad usurarsi contro il tetto acromiale nei ripetuti movimenti ad arto sollevato e le possibilità di guarire si riducono. Infine se questo processo di degenerazione e di usura tendinea persiste, aggravato dalle deformazioni artrosiche dell'acromion o da episodi traumatici alla spalla, si giunge alla rottura della cuffia dei rotatori. A questo punto è consigliato il trattamento chirurgico ma solo dopo aver valutato l'età, le richieste funzionali, il dolore, il deficit funzionale, il tipo di lesione presente e le aspettative personali. I movimenti ripetuti della spalla durante l'attività lavorativa e/o sportiva possono causare infiammazione dei tendini della cuffia e della borsa sub-acromiale. Questa situazione viene definita come tendinite e/o borsite e viene trattata con farmaci antinfiammatori, ghiaccio, riposo funzionale, ciclo di terapie fisiche locali a scopo antalgico ed eventuale terapia infiltrativa sub-acromiale. Se lo stato flogistico permane, può avvenire una progressiva deposizione di sali di calcio nello spessore dei tendini della cuffia dando origine a quella patologia che definiamo tendinopatia calcifica e che viene trattata con terapia medica riabilitativa ed eventualmente con onde d'urto. Solo nei rari casi in cui la calcificazione persiste si può ricorrere all'intervento chirurgico di pulizia del tendine.

ESAME RADIOLOGICO
Evidenzia eventuali fratture in caso di trauma, depositi di sali di calcio, la forma del tetto acromiale ed eventuali alterazioni artrosiche.

ESAME ECOGRAFICO
Studia con modalità dinamica e spesso comparativa la struttura e lo spessore dei tendini della cuffia, individua e misura lesioni parziali o a tutto spessore (complete). Facile da ripetere è quindi utile per monitorare la malattia tendinea.

RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE
Attraverso campi magnetici è in grado di studiare sia l'osso che i tessuti molli (tendini e muscoli) e in particolare è in grado di fornire allo specialista importanti informazioni sull'estensione del danno, sulla retrazione tendinea, sul trofismo residuo dei muscoli e quindi di poter decidere sull'eventuale intervento.

TRATTAMENTO CONSERVATIVO
Prevede il riposo da attività ad arto elevato o che comportino sollevamento di pesi, il ghiaccio diverse volte al giorno e terapia medica con antinfiammatori nelle fasi acute o a prevalenza infiammatoria. Se il dolore è molto intenso, potranno essere utilizzate infiltrazioni sub-acromiali di cortisone e anestetico. La terapia fisica potrà essere utile nel migliorare il dolore e la funzione. Molto importante è la riabilitazione assistita con lo scopo di ricentrare la testa omerale e di rinforzare i muscoli della cuffia.

TRATTAMENTO CHIRURGICO
Se la funzionalità e soprattutto il dolore non migliorano e se gli esami strumentali hanno evidenziato lesioni tendinee, lo specialista potrà consigliare l'intervento chirurgico. L'intervento potrà essere eseguito in regime di ricovero, in anestesia generale o plessica, in chirurgia aperta o in artroscopia, in relazione all'organizzazione della struttura ospedaliera, del tipo di lesione e della esperienza dell'equipe chirurgica.

CHIRURGIA ARTROSCOPICA
L'artroscopia è una metodica mini invasiva che si avvale di una ottica collegata a una telecamera e a un monitor, introdotta nell'articolazione attraverso piccole incisioni cutanee. Questo sistema consente di ispezionare l'articolazione e lo spazio sub-acromiale in modo da poter confermare la diagnosi pre-operatoria e di evidenziare lesioni non identificate con gli esami strumentali. Inoltre consente di valutare l'elasticità e la qualità del tessuto tendineo prima di procedere all'eventuale sutura. L'intervento nella patologia della cuffia dei rotatori prevede il trattamento dell'eventuale lesione tendinea, l'acromionplastica (asportazione di una parte di tetto osseo per aumentare lo spazio tra acromion e tendini della cuffia) e il trattamento delle lesioni associate (capo lungo del bicipite, articolazione acromion-claveare, rigidità capsulare). Dopo l'intervento verrà applicato un tutore ortopedico da mantenere per il periodo prescritto dallo specialista, sarà consigliata una terapia medica ed un protocollo riabilitativo assistito.